81 Valore vs Ruolo

Cineraria in giardinoRiflessioni attorno a temi cari.
Leggo dal Devoto-Oli: ““Valore, s.m. 1. Misura non comune delle doti morali e intellettuali o della capacità spec. In ambito professionale (…)* Coraggio ardimento con una particolare sfumatura eroica (…) * arc. Nobiltà d’animo come sinonimo di virtù. 2. Nell’ambito economico, la quantità di moneta pagabile o ottenibile per un bene (…). * Nel linguaggio comune spesso la distinzione esistente fra le accezioni precedenti non appare molto evidente e il termine partecipa sia dell’una che dell’altra (…) ma per lo più si identifica con il prezzo o l’equivalente in denaro (…)” e Ruolo s.m. 1. Elenco nominativo dei componenti di un’organizzazione, di una società o di un gruppo: i r. di un ministero, di una ditta; essere iscritto nei r.; 2. La composizione e l’ordinamento del personale di un’amministrazione o di un’impresa; spesso con riferimento amministrazione statale (…). 4. Parte affidata a ciascun attore in una rappresentazione teatrale o in un film (…). Nel linguaggio sportivo il r. affidato a ciascun componente della squadra (…). 5. In sociologia o in psicologia l’atteggiamento assunto dall’individuo in rapporto alla funzione esercitata e alla interazione tra i comportamenti dei componenti del gruppo o sistema sociale di cui fa parte (…).”

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80 Sulla Fotografia

IMG_2665“(…) 28. Così, solo nell’appartamento nel quale era morta da poco, io andavo guardando alla luce della lampada, una per una, quelle foto di mia madre, risalendo a poco a poco il tempo con lei, cercando la verità del volto che avevo amato. E finalmente la scoprii.

Era una fotografia molto vecchia. Cartonata, con gli angoli smangiucchiati, d’un color seppia smorto, essa mostrava solo due bambini in piedi, che facevo gruppo, all’estremità d’un ponticello, di legno in un Giardino d’Inverno col tetto a vetri. Mia madre aveva allora (1898) cinque anni, suo fratello sette. Lui teneva la schiena appoggiata alla balaustra del ponte, sulla quale aveva disteso un braccio; lei, più discosta, più piccina, stava di faccia; s’intuiva che il fotografo le aveva detto: ”Fatti più avanti, che ti si veda”; aveva congiunto le mani, tenendole con un dito, come fanno spesso i bambini, con un gesto impacciato. Fratello e sorella, uniti fra loro, io lo sapevo, dalla disunione dei genitori, i quali avrebbero divorziato da lì a poco, avevano posato uno accanto all’altra, soli, in mezzo al fogliame e alle palme della serra (era la casa in cui mia madre era nata, a Chennevières-sur-Marne).

Osservai la bambina e finalmente ritrovai mia madre. La luminosità del suo viso, la posizione ingenua delle sue mani, il posto che essa aveva docilmente occupato senza mostrarsi e senza nascondersi, la sua espressione infine, che la distingueva, come il Bene dal Male, dalla bambina isterica, dalla smorfiosetta che gioca all’adulta, tutto ciò che formava l’immagine di una innocenza assoluta (se si vuole accogliere questa parola nella lettera della sua etimologia, la quale è “Io non so nuocere”) tutto ciò aveva trasformato la posa fotografica in quel paradosso insostenibile che lei aveva sostenuto per tutta la vita: l’affermazione di una dolcezza. Su quell’immagine di bambina io vedevo la bontà che aveva formato il suo essere subito e per sempre, senza che l’avesse ereditata da qualcuno; come ha potuto questa bontà scaturire da genitori imperfetti, che l’amarono male, in poche parole: da una famiglia? La sua bontà era per l’appunto fuori gioco, essa non apparteneva ad alcun sistema, o per lo meno si situava al limite di una morale (evangelica, per esempio); non potrei definirla meglio che attraverso questo particolare (fra tanti altri): in tutta la nostra vita comune, essa non mi fece mai una sola ‘osservazione’. Tale circostanza estrema e particolare, così astratta rispetto a un’immagine, era tuttavia presente nel volto che essa aveva nella fotografia che avevo appena ritrovato. “Non un’immagine giusta, ma giusto un’immagine” diceva Godard. Ma la mia afflizione esigeva un’immagine giusta, un’immagine che fosse al tempo stesso giustizia e giustezza: giusto un’immagine, ma un’immagine giusta. Tale era per me la Fotografia del Giardino d’inverno. (…)”.

Roland Barthes, La camera chiara

64 Doggy-bag all’italiana: dall’idea intelligente all’idea firmata o dell’ecologia di superficie

      chicago_h_partb flatiron_building_construction_new_york_times_-_library_of_congress_1901-1902_crop doggy-bag

La prima volta che ho incrociato la doggy-bag è stato a Chicago nel corso del viaggio negli Stati Uniti che Michele aveva donato a noi due nel 1992. Dopo aver incautamente ordinato poco meno di 1 mq di pizza in una grande pizzeria sul lungo fiume Chicago illuminato a giorno, indovina un po’ … avanzammo una enorme quantità di pizza!

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58 Prima di tutto Comunichiamo

Antonia_Pozzi_foto con cane Antonia Pozzi poetessa, con cane (foto dal web)

La comunicazione verbale è qualcosa di misteriosissimo per me. Suppongo di avere una modalità comunicativa alquanto bizzarra in quanto: 

  • mi piace ascoltare ed essere ascoltata fino alla fine delle frasi e quindi dei pensieri. Come posso supporre di sapere ciò che mi stai comunicando se non ti ascolto fino alla fine?  
  • noto che moltissime persone, comprese quelle che studiano e lavorano con i metodi comunicativi non-violenti, mostrano una gran fretta di attribuire significati propri all’espressione altrui. Questo fa parte del metodo non-violento? 
  • nei circuiti culturali digitali si pensa che parlare velocemente o concitatamente sia sintomo d’intelligenza. Si immagina che la velocità della comunicazione informatica trovi un parallelo nella comunicazione verbale. Non è così. 

Denominatori comuni sono la fretta e una certa dose di superficialità. Evoco Empatia e Ascolto prima di tutto. Poi parliamo dei Metodi.

 

50 Democrazia Profonda a Milano

2 DD a MI 2015-03-10 16

Ho partecipato a Milano al micro seminario dedicato alla Democrazia Profonda ( qui il link all’intervista del 2011 ad Arnold Mindell di Giuseppe Conoci http://www.aamindell.net/download/translations/conflict-italian.pdf ) con Ana Rhodes

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48 Autosufficienza spirituale e Autosufficienza alimentare

Citazione

ercole toglie il mondo dalle spalle di atlanteercole toglie il mondo dalle spalle di atlanteercole toglie il mondo dalle spalle di atlante

#Ercole toglie il #Mondo dalle spalle di #Atlante (dal web)

“(…) Autosufficienza spirituale è la Via del Puro Cuore e del Maestro Interiore. Reca salute. Nella debolezza diamo importanza al Ruolo (attribuito da altri) e residua al Valore. Reca danno. Nella forza interiore cerchiamo l’autentico Distacco. Reca salute. Voracità spirituale e materiale sono debolezze. Recano danno. Autosufficienza alimentare e frugalità recano salute.  Recano salute.(…) ” 

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42 WWOOF raccomandazioni per tutti

                    WWOOF volontari 3 WWOOF aziende

Oh sì è fantastico ricevere raccomandazioni (sia come socio-volontario che come socio-azienda biologica) dal wwoof http://www.wwoof.it/it/ perchè sembra di essere parte di un tutto che di tutti si prende cura Sembra che il ‘peso’ nella relazione lavorativa (perchè di 

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15 Eco-villaggio o ego-villaggio? Cosa fanno gli altri?

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L’esperienza dell’eco-villaggio che non c’è mi ha insegnato e anche confermato alcune riflessioni sull’interazione umana che è sempre sempre sempre sempre un sfera mooooolto complessa. Vivendo alcune dinamiche interne mi venivano in mente altri gruppi

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6 Acqua Nuvole Fiori Animali (miei scatti)

Immagine

1 La Veracità Intrinseca

Al di sopra del lago soffia il Vento e muove la superficie dell’Acqua Così si manifestano i visibili effetti dell’invisibile Il segno è composto sopra e sotto di linee solide mentre nel mezzo ne è libero Questo accenna ad un cuore libero di pregiudizi di modo che sia capace di accogliere la Verità I due segni parziali hanno invece nel mezzo una linea solida Questo accenna alla forza della Veracità intrinseca nei suoi effetti

i ching 61 oro su fondo rosso

L’idea del blog nasce dalla condivisione del percorso che coniuga spiritualità a permacultura e nell’unirle a distanza e poi in prossimità Ma anche altro agricoltura sinergica natura Volontariato Arte e poi vedremo il resto E ‘Sentiero Sottile‘ è il titolo 

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