149 Sindaca Per Un Giorno: sostegno all’agricoltura per tutte le età

agricoltura sociale cISMEA ianazionale_giovani_agricoltoriAbbiamo imparato che le tematiche ambientaliste spesso rivestono interessi politici rampanti e fungono da bacini d’utenza voti, perdendo così ogni aggancio con la vita reale e le attività locali (pur sapendo come usare  idee altrui a scopo personale).agricoltura sociale greencare_2Ciò nonostante, la sottoscritta ha pensato che le RATqui e ora acro-nominate, le Regole di Accesso alla Terra, sia a scopo Orticolo su area comunale piuttosto che a scopo di riprogettazione di Aree verdi in modalità sostenibile, andrebbero trasformate per permettere ad un numero sempre maggiore di persone di ogni età, di disporre di una superficie di suolo da cui trarre cibo, benessere, autosufficienza, conoscenza, ovviamente vincolata ad una gestione ecologica non inquinante. E in qualità di SPUG, Sindaca Per Un Giorno la sottoscritta… 😀 propone ufficialmente che venga:

  • monitorata la domanda di terra da parte di cittadini di ogni età;
  • mappata la disponibilità di terra sul territorio comunale per le attività di  autosufficienza alimentare;
  • mappata la disponibilità di terra da risanare in aree ex-industriali tramite la fitodepurazione e fitorisanamento;
  • che l’occasione venga usata come una opportunità di conoscenza e approfondimento sulle tematiche agricole locali;
  • che venga promossa, attraverso iniziative patrocinate dall’Amministrazione Comunale, la vita all’aria aperta e dunque, la salute psico-fisica dei cittadini. Non male, no? Tutte le immagini dal weeeb 🙂agricoltura sociale m_c4885bfeda
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98 Food Forest in mezzo ai Sassi (della Val Marecchia)

BR 500 17102015456Eravamo in mezzo ai Sassi che se ne stanno appoggiati sulla famosa Coltre argillosa della Val Marecchia a studiare come fare e a capire cosa sapere per realizzare una Food Forest ossia una foresta commestibile. Che uno la legge così, due parolette messe lì pure in inglese, e sembra una cosa che, ci vuole più a dirla che a farla. Sbagliato. Ci vuole meno a dirla che a farla anche perchè, una cosa è mettere in BR 500 17102015476terra le piante, sia anche con la fantastica tecnica virgineo-bilancinesca di Michele, e un’altra cosa è sapere cosa mettere, perchè, come e dove. Come tutte le questioni che afferiscono alla poliedrica e olistica formazione in Permacultura, richiedono studio, capacità di osservazione, lettura spaziale, memoria, modestia nell’approccio, condivisione e parecchio altro. Tutta roba che, ad un attento BR 500 17102015503ascoltatore/studente, risuona nelle orecchie partecipando alle lezioni dell’ Elena Parmiggiani, insegnante del Corso che si è tenuto la settimana scorsa al B&B Sasso Erminia in Val Marecchia, appunto. Il luogo energeticamente conciliante e la bellezza naturalistica hanno accolto il gruppetto di volonterosi studenti/ospiti e anche aiutato i ragazzi del Sasso Erminia, Andrea e Patrizia, a stabilizzare una impronta di autosufficienza alimentare, BR 500 17102015480nient’affatto trascurabile, attraverso le conoscenze e l’esperienza di una insegnante della Accademia Italiana di Permacultura. Abbiamo seguito le lezioni, progettato in astratto e poi in concreto (mica si impara in un w-e, seppur lungo, a progettare!), mappato, piantumato e trapiantato anche una siepe protettiva, oltre alla Food Forest. Ma rientrando alla base, dopo una sosta a Reggio Emilia, BR 500 18102015521riflettevo su un tema di non poco rilievo. Pensavo a quanto sia importante che, alla progettazione con strumenti permaculturali, ad esempio nella realizzazione di un posto ecosostenibile, sia affiancato un Corso di Progettazione in Permacultura, in quanto non è possibile Essere in questa dimensione, senza svolgere, conoscere e approfondire responsabilmente (in prima persona) sperimentando il processo che porta in quella direzione, se non a rischio di ‘volgarizzazione’ di una disciplina che merita grande attenzione. Questa consapevolezza, oltre agli BR 18102015514insegnamenti, che arrivano sempre più profondamente, più procedo su questa strada, e più fortemente si radica in me. La formazione continua e attiva è un modo per rimanere vivacemente vicini a questa dimensione che richiama la completezza dell’esistenza. Grazie Elena, Diego, Michele, Giulia, Marco, Patrizia, Mirca, Andrea, Alice, Antonella e Balto.

72 Quando una città si organizza per l’autosufficienza alimentare fa una rivoluzione

C’è sempre da imparare … in questo caso si tratta dell’esempio virtuoso di una cittadina inglese che in tempo di crisi economica ha lanciato l’autosufficienza alimentare e la formazione in tema di nutrizione autogestita, per contrastare la disgregazione sociale provocata dall’incipiente povertà. Cari amministratori pubblici di ieri, oggi e domani … volete prendere nota di questo esempio virtuoso, farne tesoro, alimentarlo, supportarlo e rilanciarlo possibilmente domani stesso? Ecco il link (in inglese) per andare a vedere che il posto esiste veramente >>> Incredible Edible Todmorden (incredibile Commestibile Todmorden)