173 #beautycrown simboli parole animali

ho avviato su fb la sequenza dei post marchiati #beautycrown, nome-elogio, o #uglinesscrown, nome-biasimo, per indicare macroaree di interesse in questa fase dominata dal mondo microrganico. le prima sono considerate necessarie e benefiche o utili alla comprensione dei problemi mentre le seconde sono non 8b7f0b10cd0a729a9d58eab0d692aaf7.jpgnecessarie o aggloppanti (mio neologismo, chiedermi prima di usare) o tendenti all’eccesso di inutilità, volgarità sguaiata, temi deprimenti, pseudoconoscenza, metafore sessuali applicate a qualsiasi concetto di cui the web è piena, il cui scopo, se ho capito la definizione di antonio pavolini è “presidiare l’attenzione”, proponendo così, lui, una materializzazione dello spazio dell’attenzione che ne aumenta il significato e a me la percezione volumetrica della caverna oscura da riempire di vuoti e non simboli. e ho usato “parole inglesi” perchè mi piace la loro lingua e riconduce, almeno nella conoscenza diffusa, alla sfera a cui mi riferisco. e a proposito della sfera del #beautycrown, nome-elogio, inserisco questo estratto, che di “parole”, tratta: “(…) In realtà parola e leggenda-mito stanno in una correlazione indissolubile. Tutti nomi legati alla categoria del sacro, nomi di animali-demoni, nomi di piante dotate di un qualche potere, hanno operato congiuntamente alla edificazione di una realtà spirituale, e non dobbiamo soltanto descriverli nella loro semplice70c5dc9c-e9da-4c1e-bb92-3ff3f6d50dc9 giustapposizione in rapporto a una serie di credenze. Non possiamo spiegare la leggenda con le parole e le parole con la leggenda, dedurre direttamente una dall’altra, Una spiegazione per “discendenza” equivale a un livellamento, a una soppressione del contenuto specifico di ogni credenza, perchè, come lucidamente osservava già Cassirer, la leggenda non è soltanto finzione, né il linguaggio un’ombra che proietta se stessa sul reale e crei quel reale (fittizio). La leggenda, la credenza, il mito manifestano una vita e un’attività assolutamente positiva, nel senso che l’uomo (NdR uff! l’uomo e la donna oppure umanità o essere umano!) ha avuto intorno a sé una natura, degli oggetti, delle manifestazioni naturali, e ha cavato da sé, dalle sue rappresentazioni di quel mondo, il linguaggio “come il baco che fila il suo filo e con lo stesso atto si rinchiude nel bozzolo”. Comunque sia, la parola si impone come concentrazione di ciò che è dato come credenza, come racconto leggendario. Fissa prerogative e attività del referente. Il pipistrello (NdR che ha una storia simbolica antica precedente al cristianesimo) (NdR per tornare, infine, al nostro COVID-19) nel dialetto di Cuvio (Varese) prendeva il nome di rat moròs ‘topo amoroso’, un nome-biasimo e non elogio, perchè si riannoda ai Bestiari medievali (NdR link molto scolastico) che avevano fatto del pipistrello il simbolo della lussuria.” ma guarda tu che intrecci infernali. Paradise_Lost_12