171 Errare

rosacroce-1Nucleo centrale dell’errare umano è la ripetizione della ciclicità immutabile. Per questa  ragione “errare” oltre che esprimere l’errore, lo sbaglio, la mendace considerazione, la distorta visione è anche sinonimo di vagabondare senza sapere il dove e il come né il senso; quell’ “io sono fatto/fatta così”, quel non vedere le potenzialità della trasformazione è preferire la cristallizzazione dell’ego che dà (mendace) sicurezza e (mendace) forza di andare avanti appoggiati, dobbiamo esserne

consapevoli, ad un bastone tarlato. La possibilità della trasformazione  di se stessi rende incerto il passo, impedisce di per sé l’organizzazione del disegno vitale secondo gli schemi consueti e consolidati, espone al rischio implicito della Vita ossia la Morte. Il desiderio di eternità, il desiderio di controllo, il desiderio di manipolazione dell’altro, l’imposizione ad altri della propria volontà e delle proprie parole per esprimere un pensiero o una riflessione, rappresenta tutto ciò: l’essere di fronte al core dell’esistenza ossia la paura della sua stessa sparizione. rosacroce-1La ricerca e l’evoluzione sono personali e i loro effetti collettivi. Ma l’ Errare humanum est, perseverare autem diabolicum ci dice che reiterare comportamenti errati è diabolico ossia non conduce a nessuna crescita personale e considerato che l’unica ragione per cui siam qui a fare l’ennesima esperienza di Vita è proprio per redimerci, come ci dice, se servisse, anche Battiato nel suo ultimo disco, che ci crediamo o no non fa alcuna differenza, sarebbe sensato porre fine all’errare senza scopo, senso del come e senso del perchè. La domanda finale è la solita: riusciranno i nostri eroi nell’ardua impresa?