139 Quando avevamo un Territorio che era anche Paesaggio

Guarda un po’…neanche a farlo apposta. Subito dopo il terremoto a Ischia, di lieve entità ma in grado di contribuire alla demolizione di oggetti edilizi abusivi realizzati con la partecipazione di tutti i soggetti tipicamente coinvolti in queste operazioni quali privati cittadini, palazzinari professionisti e funzionari pubblici con interessi privati, dei quali dovrebbero essere privi, ma che fatalmente non lo sono mai, mi trovo a sentir parlare del “Festival del paesaggio” (che anatomizza il Paesaggio attraverso un tema-pertugio)

in corso in questi giorni. Considerato che la ragione per cui in Italia tutti quelli che possono devastare il paesaggio si trovano sempre prontissimi con il mattone in mano e l’impresa edile del parente dietro l’angolo, e lo fanno per denaro e un irresponsabile vuoto culturale, considerata la pochezza di tutto ciò, un Festival del Paesaggio inteso come evento culturale in grado di produrre e attirare interesse e forse qualche microbo di consapevolezza, ci starebbe anche bene non foss’altro per il fatto di trovarsi nel Golfo di Napoli, uno dei luoghi più belli del mondo, precisamente sull’altra isola bellissima e meta di turismo deluxe: Capri. Ma tutto considerato io partirei da un “Festival del Paesaggio che avevamo” (e che cerchiamo incessantemente di distruggere dal dopoguerra ad oggi), se non fosse lievemente triste in sé eppur tanto vero e così in auge in questi giorni. Dalle piscine aristocratiche di Capri ai crolli di Ischia, alla mala-educazione diffusa e allo scarica-barile di questi giorni dove persino i morti sono più colpevoli dei vivi, si vorrebbe ancora parlare di Paesaggio?  Epperchè, visto che i terremoti vulcanici sono “imprevedibili” al massimo e l’area vesuviana si chiama “area vesuviana” proprio per sottolineare quale sia il suo baricentro geografico, energetico, tellurico? Perché non parlare anche del tremendo devastatore? Quello che, sìsì ci penserà lui a risistemare il territorio con una delle sue performance? Ci penserà lui a fare il Grande Nuovo Piano Regolatore Vesuviano (GNPRV) e a predisporre la sistematica e impertinente demolizione del costruito abusivo ma non solo, dalle sue pendici. Questo è il “Territorio Reale” nel senso letterale, di cui ci dovremmo occupare. e poi c’è la malinconia. Il Vulcano è il Sole in Terra, dovremmo prenderne atto, prepararci e non piangere, quando ci arriva addosso. Ben lo ha capito quello di Melancholia.