117 Permacultura non è una tecnica agricola

BR 280420161217BR 280420161236BR 280420161243…quindi, anche se potrebbe rivelarsi molto simpatico costruire giochi di parole su questo diffuso fraintendimento lessicale, questa materia di studio, non può essere definita ‘biologica’. Certo anche la Permacultura si occupa di Bios ossia del principio della VITA ma non lo fa da dentro una tecnica agricola, bensì da dentro un sistema di Principi Etici che a partire

dal disastro energetico degli anni ’70 si sono legati insieme fino a costituire un Metodo di Progettazione di ambienti in cui si relazionano elementi umani, animali, vegetali, ambientali, energetici, spirituali, nutrizionali, sociali, educativi e via discorrendo in equilibrio tra loro. Inserisco qua sotto direttamente l’interessante e sintetico Compendio della Permacultura scritto dall’Elena Parmiggiani (che fa parte, insieme a molti altri permacultori dell’Accademia Italiana di Permacultura) per chi fosse interessato all’argomento ma non avesse un profilo FB (dove lei lo ha pubblicato). Ma attenzione! Il fatto che sia un compendio non semplifica le cose,  tutt’altro! Tratteggia in maniera abbreviata un percorso individuale e micro/macro-collettivo che non è assimilabile ad un approccio tecnico. Ecco il testo del Bigino della Permacultura:

Bigino/compendio di nozioni di base della pc, per pigri. (pc= permacultura)
Cosa è la pc: La parola “permacultura” è stata creata da Bill Mollison e da David Holmgren a metà degli anni ‘70 in Australia per descrivere un sistema integrato ed evolutivo di specie vegetali ed animali, perenne o auto-perpetuante, ed utile all’uomo. Deriva da permanent culture e permanent agriculture, cultura e agricoltura permanente. Si basa su: scienza, ecologia, ricerca, tradizioni e saggezza popolari, buonsenso, e molto altro.
Definizione di pc: la permacultura è un metodo di progettazione per realizzare ecosistemi umani stabili, sostenibili, resilienti, efficienti.
Definizione di ecosistema: unità funzionale fondamentale in ecologia, è l’insieme degli organismi viventi e delle sostanze non viventi con le quali i primi stabiliscono uno scambio di materiali e di energia, in un’area delimitata, per es. un lago, un prato, un bosco ecc.
Obiettivo generale della pc: realizzare ecosistemi umani stabili, sostenibili, resilienti, efficienti.
Andiamo al sodo: si parte dal centro (prima direttiva) per estendere il proprio operato seguendo Etiche, Principi, Strategie e Tecniche/Strumenti. Le strategie possono essere pensate come obiettivi che è possibile utilizzare per priorità e concentrare gli sforzi nella creazione e nell’implementazione del progetto. Le tecniche sono modi concreti di realizzare tali obiettivi.
IL NUCLEO DI BASE: 1° Direttiva, Etiche e Principi Progettuali
La 1° direttiva (Mollison) Prendersi la propria responsabilità Da rispettare sempre, comunque e dovunque
ETICHE A cui aderire, cercando di riflettere come le rispettiamo e come potremmo migliorare:
  • Cura della terra
  • Cura delle persone
  • Versione 1: Limitare la nostra popolazione ed il nostro consumo in base alle nostre necessità e condividere e ridistribuire il nostro surplus. (Mollison)
  • Versione 2: Equa condivisione (Holmgren)
I PRINCIPI PROGETTUALI / ATTITUDINALI
I principi sono linee guida progettuali, vanno applicati al progetto, qui riporto solo quelli di Mollison e Holmgren. Segnalo, però, che diversi permacultori hanno creato o riassunto altri principi che per brevità non riporto, ma segnalo un link molto completo di Appleseed permaculture (USA) http://farm3.static.flickr.com/2479….
B. Mollison (Fonte: Introduzione alla Permacultura)
  • Ubicazione relativa / Posizionamento relativo
  • Ogni elemento in un sistema svolge più funzioni
  • Ogni funzione può essere svolta da più elementi
  • Pianificazione energetica efficiente: analisi dei settori, delle zone e delle pendenze
  • Usa risorse biologiche/organiche
  • Cicli dell’energia, dei nutrienti, delle risorse
  • Sistemi intensivi su piccola scala
  • Usa e accellera le successioni naturali
  • Biodiversità
  • Effetto margine
  • Tutto influenza tutto: individua le relazioni funzionali fra i vari elementi
  • Rifletti prima di agire e fai il minimo cambiamento per ottenere il massimo risultato
B. Mollison (Fonte: Permaculture: a Designer’s Manual)
  • Lavora con e non contro
  • Il problema è la soluzione
  • Minimo sforzo, massimo risultato
  • Il raccolto da un ecosistema è teoricamente illimitato: l’unico limite è l’immaginazione
  • Tutto fa giardinaggio
D. Holmgren (Fonte: Permacultura)
  • osserva e interagisci
  • cattura e conserva l’energia
  • ottieni un raccolto
  • applica l’autoregolazione e accetta il feedback
  • usa e valorizza risorse rinnovabili e servizi
  • non produrre rifiuti
  • progetta dal modello naturale al dettaglio
  • integra invece di separare
  • usa soluzioni piccole e lente
  • usa e valorizza le diversità
  • usa e valorizza i margini
  • usa la creatività e rispondi al cambiamento in modo positivo
LE STRATEGIE / GLI OBIETTIVI
La strategia è la tecnica di individuare gli obiettivi generali di qualsiasi settore di attività pubbliche e private, nonché i modi e i mezzi più opportuni per raggiungerli. (Def. Treccani)
Quali sono le strategie, gli obiettivi che caratterizzano e sono alla base di un ecosistema permaculturale? Molti, infatti dipende dal contesto. Parte degli obiettivi di questa lista sono considerati talmente banali che uno può dimenticare che esistono. Alcuni sono un riassunto di concetti molto ampi e vanno approfonditi, andando passo passo. Altri (ma potete aggiungere quelli che fanno al caso vostro) i seguenti: Riconoscere limiti, perdite, sprechi e minimizzarli, rendendo l’ecosistema efficiente. Rilevare le risorse e non sprecarle, usandole all’interno della progettazione. Scoprire e sviluppare le relazioni tra gli elementi, gli obiettivi e le realtà del sito. Includere sempre una Zona 5, da osservare e su cui non intervenire se non per imparare dalla natura. Riparare, conservare, rigenerare e proteggere gli ecosistemi naturali. Tutelare e valorizzare la biodiversità. Soddisfare i bisogni umani che usino il meno terra possibile. Produrre cibo in loco o localmente. Utilizzare metodi biologici, policolture, e piante perenni e limitare l’uso dei combustibili fossili. Il benessere animale e la qualità del trattamento degli animali va sempre tenuto in considerazione. Aumentare le risorse biologiche del tuo sito/terreno/luogo. Creare, proteggere, aumentare il suolo a le vita nell’ecosistema suolo. Evitare l’erosione e le perdite di suolo. Catturare e stoccare l’acqua in loco. Utilizzare l’acqua il numero di volte maggiore nel sistema. Conservare l’acqua il più possibile. L’acqua deve uscire pulita dall’ecosistema. Produrre zero rifiuti e inquinamento. Rifiutarsi di utilizzare sostanze che non possono essere riciclate. Ridurre ciò che si utilizza. Riutilizzare e riciclare i materiali. Utilizzare fonti di energia rinnovabili. Massimizzare l’efficienza e ridurre al minimo le emissioni. Utilizzare combustibili fossili solo per implementare e realizzare sistemi che creano più energia di quanta ne consumino. Posizionare gli edifici per ridurre al minimo i requisiti di impatto ambientale e di trasporto. Restaurare/ristrutturare gli edifici più vecchi. Utilizzare materiali naturali e riciclabili. Progettare gli edifici per integrare l’energia sostenibile, l’acqua, la produzione alimentare, ed i sistemi di gestione dei rifiuti. Praticare l’autoproduzione e l’autonomia domestica. Costruire comunità cooperanti. Creare sistemi economici locali. Creare relazioni di cooperazione, di cura. Amare e nutrire se stessi. Impegnarsi in lavoro di guarigione interiore. Coltivare la pace interiore. Come fare a raggiungere questi obiettivi? Scegliendo delle tecnologie appropriate al nostro contesto. Le Tecnologie appropriate sono migliaia ed elencarle qui sarebbe troppo lungo. Non è nemmeno possibile indirizzarvi ad una banca dati specifica, perchè in italiano c’è molto poco e le informazioni sono frammentate. Se conoscete qualche sito interessante mettetelo nei commenti, grazie.
Un esempio di cosa sono le tecnologie appropriate Un esempio tratto da Teknes, http://www.progettoteknes.it/tecnol… Si intende per tecnologia appropriata quella tecnologia che mostra particolare attenzione agli aspetti ambientali, etici, sociali, culturali ed economici delle comunità verso le quali si dirige. Rispondendo a queste condizioni, rispetto ad altre tecnologie equiparabili, la tecnologia appropriata richiede di meno risorse, è più facile la sua manutenzione, presenta minori costi e minori impatti sull’ambiente.
GLI STRUMENTI E LE TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE
Il flusso progettuale per i pigri è facile adottare un acronimo di flusso progettuale già preconfezionato, ma vi annuncio che avete la possibilità di inventare il vostro acronimo e metodo (come fecero quelli prima di voi). Noi per scelta (io ed Anna B) con gli studenti usiamo orpa, accenniamo a sadimet obredimet e spy, facciamo usare tutto quel che riescono della vera permacultura e poi i gruppi di progettazione inventano il proprio acronimo e metodo. Quale scegliere? Eccovi una panoramica. Provateli tutti, prima di chiudervi tutte le strade.
Il più semplice ORPA: Osserva, Rifletti, Progetta, Agisci ORPA è un flusso progettuale circolare/spiraliforme che nel tempo evolve. NON E’ LINEARE ed è abbastanza ampio e flessibile da contenere tutti i processi progettuali seguenti. Somiglia molto al CEAP.
CEAP: Collect site information, Evaluate the information, Apply permaculture principles, Plan a schedule of implementation, maintenance, evaluation and tweaking Raccogliere informazioni sul sito/luogo/proprietà, Valutare le informazioni, Applicare principi di permacultura, Pianificare un programma di implementazione, manutenzione, valutazione e messa a punto Gli acronimi dei fantastici architetti ed ingegneri Alcuni consiglieranno Sadim/Sadimet altro Obredim/Obredimet, puntando sulla semplicità mnemonica degli acronimi, o peggio ancora, additandoli come “unico flusso progettuale”. E’ un flusso lineare (entrata, uscita), a volte seguendolo ci si illude di non dover riprogettare, invece periodicamente, in un sistema organico in specialmodo, è importante poterlo fare. SADIMET: Survey, Analyse, Design, Implement, Mantain, Evaluate, Tweak Flusso progettuale che deriva dall’architettura del paesaggio. Vuol dire: Rileva, Analizza, Progetta, Realizza, Manutieni, Valuta, Aggiusta
Non copiate soltanto, appropriatevi dello strumento! SLADIMET Survey, Learn, Analyse, Design, Implement, Mantain, Evaluate, Tweak Flusso progettuale che deriva dall’architettura del paesaggio, modificato da una permacultrice inglese durante il suo percorso attivo per il diploma! Vuol dire: Rileva, Impara, Analizza, Progetta, Realizza, Manutieni, Valuta, Aggiusta E come lei, tanti di noi hanno personalizzato strumenti e tecniche, partendo dalla comprensione dello strumento o tecnica originale.
OBREDIMET: Observation, Boundaries, Resources, Evaluate, Design, Implement, Mantain, Evaluate, Tweak Flusso progettuale che deriva dall’ingegneria dei materiali. Vuol dire: Osserva, Confini/Limiti, Risorse, Valuta, Progetta, Realizza, Manutieni, Valuta, Aggiusta
YSP Yeomans’ scale of permanence SPY Scala di Permanenza di Yeomans Questa scala rispecchia la priorità di studio e di analisi del terreno rispetto ad un valore di permanenza all’interno della progettazione in KEYLINE, un metodo di progettazione del territorio elaborata nel 1954 da P.A. Yeomans in Australia. L’elemento fondamentale di questo metodo è, appunto, la Scala di Permanenza, utilizzata come strumento guida per lo sviluppo del territorio. La progettazione Keyline è inoltre conosciuta per la geometria Keyline o Linea Chiave, una tecnica di distribuzione delle acque sul territorio e di accelerazione della formazione di nuovo suolo biologicamente attivo che ha come inizio l’individuazione sul territorio dei Keypoint e della Keyline stessa.
1) CLIMA: precipitazioni nella regione, differenti strategie se piovoso o secco (si tratta di muovere l’acqua). Quanto, quando e come piove? (poco e spesso, acquazzoni ecc) Come è distribuita la pioggia nel tempo e nella forza? Come si presenta la pioggia in rapporto alle fasi di crescita delle piante che coltivi?
2) TOPOGRAFIA: capire come l’acqua si muove naturalmente nel terreno.
3) ACQUA NEL TERRENO: come e dove voglio indirizzare l’acqua.
4) STRUTTURE: creare nuove linee d’acqua che modificano drasticamente il movimento dell’acqua. La direzione del solco è determinante in questo senso. Sentieri e canali hanno un forte impatto perché i volumi d’acqua sono grossi.
5) CANALI, CAMMINAMENTI, BACINI: sono strutture permanenti e costose, non dobbiamo fare errori altrimenti perdiamo altro suolo.
6) SUDDIVISIONE DEL TERRENO: in base all’uso e alla vocazione del terreno, ogni terreno va destinato all’uso che gli è più consono, distinguiamo: a) aree di captazione b) aree d’infiltrazione c) aree d’irrigazione d) aree di sfruttamento
7) COSTRUZIONI: case, magazzini ecc
8) COME MUOVERSI SUL SUOLO: direzione delle coltivazioni, dei macchinari ecc
Darren J. Doherty aggiunge, nel suo Regrarians Platform, alcuni punti interessanti e ne dà una lettura molto potente, consiglio vivamente di dare un’occhiata al suo lavoro su: http://www.regrarians.org/ e http://www.regrarians.org/about/the…
I punti aggiunti da Doherty sono:
9) Economia/
10) Energia
Il ciclo di Deming o Deming Cycle Ciclo di PDCA: plan–do–check–act, pianifica-fai-verifica-agisci
Dragon Dreaming C’è chi usa il ciclo del Dragon Dreaming per progettare in permacultura, anche se sono due cose un pò differenti. https://fondazionegaia.wordpress.com/… E’ il metodo ideato da John Croft e Anja Joubert per ideare e sviluppare progetti.
STRUMENTI PROGETTUALI DI VARIA NATURA A volte spacciati come “la permacultura”, tanti di questi strumenti hanno avuto invece origine in tempi anche remoti e le trovate su web molto facilmente. Li elenco in modo casuale. Divertitevi ad approfondire, se vi va. Tenete conto che gli aspetti progettuali non si limitano a rispondere alla domanda dove metto cosa, in alcuni casi strumenti di “facilitazione” sono inclusi, per permettere al progetto di prendere forma nel miglior modo possibile. SWOC (deriva da SWOT): Strengths, Weaknesses, Opportunities, Constraints (or Challenges) (Punti di forza, punti di debolezza, opportunità, e vincoli o sfide) https://it.wikipedia.org/wiki/Anali… PNI: Positive, Negative, Interesting (positivo, negativo, interessante) PMI: Plus, Minus, Interesting (più, meno, interessante) Mappe mentali Brainstorming Pareto Chi fa che cosa Open Space Technology World Cafè Emergy Timeboxing Waterfall SMART (Specific, Measurable, Attainable, Resourced, Timed) Ascolto attivo Disegno attivo pair development extreme development / planning game Progettazione/Problem solving coi postit (vi si aprirà un mondo, detto anche della prototipazione rapida su carta) Post-Up, Swap Sort, Top-down Tree, Bottom-up Tree, Information Map, Action Map PASE: Plants, Animals, Structures, Events PASTE: Plants, Animals, Structures, Tools, Events Needs and Wants (Bisogni e desideri) http://www.insidemarketing.it/marke… Esclusione di McHarg http://web.tiscali.it/emimalacrida/… Diagrammi a bolle Charrette Investimento/Resa Budgeting Poi, derivati dai miei anni di lavoro nei sistemi qualità (ISO e corbellerie varie) e dal mio innato toyotismo: Kanban JIT Agile Kaizen Lean Design TQM eccetera eccetera eccetera… e chi più ne ha più ne metta!
Gli strumenti di base Queste strategie sono invece proprie della permacultura, e vale la pena studiarle in modo approfondito, usandole nella pratica abbastanza spesso. Risolvono tanti problemi nascosti ed evidenziano risorse e funzioni interessanti ed inaspettate:
  1. Analisi dei settori, serve nella progettazione contro i disastri e tanto altro
  2. Analisi delle zone, serve a rendere più efficiente il sistema ed i suoi flussi (energia, lavoro, movimento, ecc), si collega bene all’analisi dei settori.
  3. Analisi funzionale, (serve a capire chi fa cosa nel sistema e di cosa ha bisogno, mettendolo in relazione con altri elementi). Qui una piccola banca dati in costruzione con schede compilate da noi tutti: https://www.facebook.com/notes/elen…
  4. Rete energetica/rete dela vita (monitoraggio delle relazioni tra elementi, aumenta se necessario la resilienza del sistema stesso perchè “è più importante il numero di relazioni tra gli elementi di un ecosistema che non il numero di elementi stesso” cit. Mollison),
  5. Albero della pc (Mollison), serve a comprendere le basi da cui partiamo e i risultati che vogliamo ottenere
  6. Fiore della pc (Holmgren), serve a comprendere in quali domini siamo più attivi, dove protremmo investire più risorse, dove potremmo esplorare, dove abbandonare e passare ad ambiti più vicini ai nostri bisogni. Se usato bene aiuta anche l’ampliamento delle proprie abilità e competenze.
  7. Unione di elementi a caso, è un modo, per chi è poco incline alla creatività, di trovare soluzioni e abbinamenti per gli elementi presenti nell’ecosistema a cui non abbiamo pensato. Dado per provare a giocare all’unione di elementi a caso qui: http://www.permaculturaincorso.it/b…
  8. Feedback, ritorno di informazioni. Si pongono delle domande specifiche: cosa mi è piaciuto di più? cosa avrei fatto diversamente? cosa è andato bene? cosa è andato male? quali sono la mia visione e i miei obiettivi per il futuro? Quali sono i miei passi successivi “raggiungibili”?

 Tutti gli scatti di Ebe Navarini ThUnplWrIt’sMe

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