98 Food Forest in mezzo ai Sassi (della Val Marecchia)

BR 500 17102015456Eravamo in mezzo ai Sassi che se ne stanno appoggiati sulla famosa Coltre argillosa della Val Marecchia a studiare come fare e a capire cosa sapere per realizzare una Food Forest ossia una foresta commestibile. Che uno la legge così, due parolette messe lì pure in inglese, e sembra una cosa che, ci vuole più a dirla che a farla. Sbagliato. Ci vuole meno a dirla che a farla anche perchè, una cosa è mettere in BR 500 17102015476terra le piante, sia anche con la fantastica tecnica virgineo-bilancinesca di Michele, e un’altra cosa è sapere cosa mettere, perchè, come e dove. Come tutte le questioni che afferiscono alla poliedrica e olistica formazione in Permacultura, richiedono studio, capacità di osservazione, lettura spaziale, memoria, modestia nell’approccio, condivisione e parecchio altro. Tutta roba che, ad un attento BR 500 17102015503ascoltatore/studente, risuona nelle orecchie partecipando alle lezioni dell’ Elena Parmiggiani, insegnante del Corso che si è tenuto la settimana scorsa al B&B Sasso Erminia in Val Marecchia, appunto. Il luogo energeticamente conciliante e la bellezza naturalistica hanno accolto il gruppetto di volonterosi studenti/ospiti e anche aiutato i ragazzi del Sasso Erminia, Andrea e Patrizia, a stabilizzare una impronta di autosufficienza alimentare, BR 500 17102015480nient’affatto trascurabile, attraverso le conoscenze e l’esperienza di una insegnante della Accademia Italiana di Permacultura. Abbiamo seguito le lezioni, progettato in astratto e poi in concreto (mica si impara in un w-e, seppur lungo, a progettare!), mappato, piantumato e trapiantato anche una siepe protettiva, oltre alla Food Forest. Ma rientrando alla base, dopo una sosta a Reggio Emilia, BR 500 18102015521riflettevo su un tema di non poco rilievo. Pensavo a quanto sia importante che, alla progettazione con strumenti permaculturali, ad esempio nella realizzazione di un posto ecosostenibile, sia affiancato un Corso di Progettazione in Permacultura, in quanto non è possibile Essere in questa dimensione, senza svolgere, conoscere e approfondire responsabilmente (in prima persona) sperimentando il processo che porta in quella direzione, se non a rischio di ‘volgarizzazione’ di una disciplina che merita grande attenzione. Questa consapevolezza, oltre agli BR 18102015514insegnamenti, che arrivano sempre più profondamente, più procedo su questa strada, e più fortemente si radica in me. La formazione continua e attiva è un modo per rimanere vivacemente vicini a questa dimensione che richiama la completezza dell’esistenza. Grazie Elena, Diego, Michele, Giulia, Marco, Patrizia, Mirca, Andrea, Alice, Antonella e Balto.

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