84 TTIP e EXPO sono fratelli gemelli?

Protesters take part in demonstration against Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) in Madrid on October 11, 2014. European and US negotiators have been in talks for more than a year to create the world's biggest free-trade and investment agreement, the proposed TTIP. But the ambitious pact has raised an array of concerns about issues including whether it will override local laws, and sharp accusations that negotiations are taking place behind closed doors to protect the advance of corporate interests.  AFP PHOTO / CURTO DE LA TORRE

Udite Udite! Mi sbaglierò sicuramente ma un’idea fantasiosa è in circolazione … e riguarda il nesso tra la grande vetrina della pappa, da tutto il mondo chiamata Expo2015, e il più o meno famigerato TTIP. Sono ‘partiti’ entrambi una decina di anni fa ed entrambi si realizzano nel 2015. La macchina della pappa è già in funzione nel sud-ovest milanese e il TTIP dovrebbe esser ratificato, nonostante quasi nessuno sappia niente e il tutto venga deciso nei salotti di stato e salette tecniche delle multinazionali del petrolio e dell’agroalimentare (appartengono alla stessa famiglia di capitali), entro l’anno.

Condividono le stesse finalità relative alla filiera agroalimentare-petrolifera-chimica-energetica planetaria e secondo voi non hanno già tutto in comune? Ho posto il quesito ad un giornalista di Radio3 ma non ha colto la profondità di visione della fantasiosa ipotesi. E ora che ci penso: che senso ha che organizzazioni, gruppi, associazioni o persone siano favorevoli ad Expo 2015 e contrarie al TTIP? Bah!  😐

Forse Expo è la prova generale del nuovo sistema delle regole TTIP ossia la ‘grand premiere’ sul parterre internazionale della gestione planetaria di un mega-accordo teso a, cito dal Post che cita a sua volta un documento della UE: “«aumentare gli scambi e gli investimenti tra l’UE e gli Stati Uniti realizzando il potenziale inutilizzato di un mercato veramente transatlantico, generando nuove opportunità economiche di creazione di posti di lavoro e di crescita mediante un maggiore accesso al mercato e una migliore compatibilità normativa e ponendo le basi per norme globali». Bah! Alcuni link utili: il postattacdocumento UEfile Zeit su servizi e e-commercehuffington post file su settore energiaciel centre for international environmental law sul settore chimica,articolo da Repubblica. La faccenda è sicuramente molto complessa solo a partire dal fatto di avere come scopo la globalizzazione dei consumi di qualche centinaio di milioni di persone tra US e UE, 820 milioni di CONSUMATORI non CITTADINI. Mumbe mumble 😦 😦

ttip germania

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