19 Membrane Tempo Scaduto

Lanterna su altare

Membrane Tempo Scaduto di Ebe Navarini (stralci)

Separo il sensibile dall’ immateriale. Sono appoggiata come un remo a pelo d’acqua e lì posso restare oppure posso superare la superficie e andare Oltre nell’altra dimensione. Non ha importanza dove sono ma ciò che sono. Anche spenta vi ricordo la

mia dimensione da accesa. Anche spenta rappresento ciò che non è presente, anche senza fiamma ricordo la fiamma.

È lo Spazio nel quale si manifesta l’azione che precede sé stessa La sabbia posata sul viso prima che divenga fastidio nel vento sferzante la mano prima che si muova l’occhio prima che veda il fiore prima dell’arrivo dell’ape.

Io sono ciò che già ero e sarò ciò che già ora sono Il tempo mi fa solo invecchiare Io rimango in un punto nel quale l’Infinito si stringe Prima di riaprirsi Per non lasciarmi più tornare

Ed io nella mia esperienza terrena come posso prescindere dall’ Essere altro che il mio Volume Iniziatico?

Il cielo era solcato da un gigantesco stormo di rondini. Le guardavo sciogliersi e rincorrersi e ricomporsi nell’aria, all’unisono. Migliaia di esseri viventi distinti l’uno dall’altro perfettamente coordinati in un gioco/volo flessuoso e abile e naturale e meravigliosamente raffinato quanto istintivo e così lievemente e silenziosamente ispirato.

Senza linea non c’è 1 e nemmeno 2 L’inizio contiene già Tutto Ma richiede uno sforzo sovrumano e molta cautela.

Lascio ogni giorno qualcosa sul lastrico della conoscenza ed ogni giorno tutto ciò è mancante la parte di Essere ciò che ero prima di essere ora                                   

Guardo il ghiaccio penso all’acqua Seguo girasole penso vento Ascolto Suono mi sotterro Sono fuoco divengo manoscritto

Sono la goccia che contiene Tutto Sono la grossa goccia che sta nel grande solco. Sono la goccia e sono il fiume Ravvediti corrente io sono anche l’argine

Ankh in mano a RA

 

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