15 Eco-villaggio o ego-villaggio? Cosa fanno gli altri?

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L’esperienza dell’eco-villaggio che non c’è mi ha insegnato e anche confermato alcune riflessioni sull’interazione umana che è sempre sempre sempre sempre un sfera mooooolto complessa. Vivendo alcune dinamiche interne mi venivano in mente altri gruppi

frequentati in precedenza che presentavano gli stessi conflitti. Certo uno può dire Ok se ho un conflitto son fatti miei. Ma solitamente per vedere il conflitto interiore e poi l’esteriore occorre prima di tutto consapevolezza e poi il coraggio di ammettere. Per chi non aveva dubbi sui fatti ecco di seguito alcune riflessioni che mi son venute lìpperqui mentre focalizzavo la questione eco-villaggio e ego-villaggio. Sono solo spunti su cui soffermarsi un momento evvia…°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

mappa mentale e mappa urbana

  • un progetto di condivisione non può nascere a tavolino. Ossia non può essere frutto di ragionamento e calcolo economico finanziario. O meglio potrebbe anche nascere in quella posizione tavolinesca ma non sarebbe un eco-villaggio sarebbe un condominio solidale. E si sa cos’è il condominio…che può pure essere interessante ma è un’altra cosa. Egualmente valida per chi la desidera°°°°°°°°°°°°°
  • non ci si può improvvisare eco-villaggisti interpretando un ruolo auto-attribuito. Si dovrebbe arrivare nel tempo a comprendere i talenti e le abilità per poterle mettere a frutto. Nella mia percezione ci deve essere fusione tra le persone anche a livello caratteriale. Considerato che sono proprio i problemi caratteriali individuali a far scattare meccanismi di sopraffazione/subordinazione epperciò sono convinta ci debbano essere strumenti di auto-regolazione. Ma l’improvvisazione nooooo°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
  • eppoi c’è la fretta. Uuuu la fretta di realizzare non è una buona consigliera e rende manifesta un’ansia personale. Se esiste questa condizione andrebbe almeno espressa e non usata per incalzare gli altri componenti. Ma va da sé che per manifestarsi correttamente sia necessaria una solida consapevolezza°°°°°°°°
  • qualcuno mette al centro della convivenza l’aspetto finanziario. E va bene ed è sano che i talenti di tutti siano messi a frutto ma la preponderanza dell’aspetto economico non potrà mai sostituirsi alla condivisione della visione e della ricerca di un equilibrio interno. Anzi la questione finanziaria può generare tensioni e competizioni interne a discapito dell’equilibrio°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
  • dal punto precedente ne scaturisce un altro molto importante: la leadership. Per poter ‘governare’ un gruppo che abbia come motore principale l’arricchimento della comunità e dei suoi componenti occorre la leadership. E non è la cosa più interessante che io conosca anzi la meno. Interessante intendo°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
  • nelle comunità che mi interessano vengono studiati alcuni metodi di comunicazione collettiva quali ad esempio Metodo del Consenso, Comunicazione non Violenta, Comunicazione Ecologica, Comunicazione Empatica, Deep Democracy. Per qualcuno questi sono strumenti cervellotici e tecnici lontani dalla comunicazione autentica. Io li trovo interessanti soprattutto perchè ho visto che a livello collettivo scattano molti comportamenti che fanno parte del modello predatorio dominante al quale non mi voglio riferire. E se non deve essere una persona a dire come fare che ci sia un metodo può aiutare°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
  • paradosso della Comunicazione non violenta: essere evocata come metodo da un despota o da una persona psicologicamente violenta. Che si fa in casi come questo????????????????????????????????????????????????????????????Si accettano suggestioni e riflessioni°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

La danza Henry Matisse

 http://www.youtube.com/watch?v=X5HXT0bn7QY

(Immagini dell’articolo dal web)

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